Fondazione F.A.R.O. onlus info@fondazionefaro.it








Benché l’ obiettivo della Fondazione sia quello di accompagnare fino alla morte e consentire che questa avvenga in casa, l’esperienza ci insegna che purtroppo non sempre questo è possibile.

Le motivazioni possono essere così riassunte:

  • sopraggiungere di complicazioni cliniche difficilmente gestibili in ambito domiciliare;
  • impossibilità della famiglia ad assistere il malato a casa, temporaneamente o definitivamente;
  • non sufficiente integrazione dell’esperienza e incapacità ad affrontare la morte del proprio congiunto in casa.

 

I ricoveri ospedalieri che ne derivano, esitano nella morte del paziente a breve termine e spesso in condizioni e luoghi che non favoriscono sempre quella che noi definiamo “la buona morte” ossia:

  • difesa dell’integrità e della dignità della persona;
  • controllo dei sintomi disturbanti;
  • non accanimento terapeutico;
  • rispetto e sostegno dei valori / credenze del malato e della famiglia.

 

La tradizione anglosassone ci insegna che tali condizioni presuppongono una cultura ed una struttura organizzativa particolare che si realizzano nell’Hospice.

L’Hospice è una unità caratterizzata da piccole dimensioni (10-20 posti letto), atmosfera familiare e comunitaria, privilegio del rapporto interpersonale, interventi sanitari proporzionati alla situazione.
L’Hospice non deve essere visto solamente come luogo di “buona morte” ma anche come un mezzo per consentire alla famiglia in difficoltà di trovare un sollievo temporaneo nel faticoso percorso dell’accompagnamento, così come può essere la sede per effettuare trattamenti terapeutici difficilmente realizzabili a domicilio.

L’Hospice FARO, realizzato all’interno dell’Ospedale di San Vito, dispone di 14 stanze ad un letto più una poltrona letto per un familiare , di spazi comuni ( salotto, terrazzi ) e di una cucina riservata ai parenti che hanno libero accesso alla struttura a qualsiasi ora del giorno e della notte.

In Hospice i nostri volontari sono quotidianamente vicini ai malati e ai loro familiari.

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Hospice come spazio di vita: ambientazioni comunitarie con la Musica ,il Teatro, il Rito.

Gli ultimi mesi dell’hospice della FARO hanno visto la creazione di uno spazio comunitario che attraverso il contributo di artisti (musicisti e attori di teatro) ha aggregato , stupito e “colorato” l’atmosfera emotiva . Un giorno della settimana il soggiorno si trasforma in uno spazio che con l’arte e il cibo che imbandisce la tavola allestita con cura , coinvolge le persone che in quelle due ore sono presenti e accettano di partecipare. Pazienti, familiari , operatori, artisti ,volontari si incontrano in una atmosfera talvolta lieve, altre vivace altre ancora struggente, ma sempre ricca di suggestioni che aprono spazi Altri . Le persone si incontrano su un piano che modifica l’orizzonte sanitario della malattia e della cura.

Alcuni pomeriggi scandiscono i tempi forti del calendario naturale e/o religioso altri i tempi propri dell’hospice in rapporto alle storie delle persone (le ricorrenze personali).
Le scansioni forti del calendario collettivo (i solstizi e le ricorrenze religiose) consentono di veicolare messaggi che alludono alle soglie ed ai passaggi della vita naturale e di quella culturale recuperando le radici della ritualità , patrimonio di simboli di cui è sempre più spoglia la nostra vita. Le parti che abbiamo chiamato “ Dedicate a…” consentono di rendere collettivi alcuni elementi della storia delle persone. Compleanni, dimissioni, ricorrenze personali entrano nello spazio comune. L’allestimento della tavola e l’uso del cibo consentono di veicolare messaggi importanti di valorizzazione delle persone e della convivialità. Alcuni elementi scenografici consentono di lasciare suggestioni visive e tracce del percorso. Una bacheca raccoglie foto , musiche dedicate, messaggi e piccoli doni come un filo rosso che fa memoria. La musica ,le canzoni, le piccole rappresentazioni teatrali, le letture teatrali, sono gli ingredienti che costruiscono la atmosfera collettiva. La gratitudine e la partecipazione dei pazienti e dei familiari testimoniano la adesione alla vitalità che le persone mostrano apprezzando l’arte, la convivialità anche nella malattia e ricordandoci che gli hospice sono dei luoghi di vita.